Nel cuore di Roma, UN/DONE Architectures progetta il primo spazio fisico di Voodoo Jewels, costruendo uno spazio che riflette l’identità del brand e la sua ricerca sulla bellezza imperfetta e sull’armonia dei contrasti.
Nato da una relazione diretta con la founder Livia Lazzari e la socia Roberta Cena, il progetto si sviluppa come un sistema di tensioni calibrate, in cui opposti materici e percettivi convivono senza risolversi. Uno spazio essenziale e controllato fa da sfondo a una dimensione più calda e accogliente, definendo un equilibrio instabile tra rigore e intimità.
La neutralità dell’involucro amplifica variazioni e differenze, mentre materiali e superfici introducono profondità e discontinuità. Il travertino, lasciato grezzo nella sua forma più naturale, radica il progetto nel contesto romano senza diventare elemento dominante, inserendosi in una composizione più ampia fatta di contrasti.
A questa dimensione si affianca un immaginario più domestico: superfici morbide, accenti materici e richiami a un’estetica anni ’70 — come la moquette e la radica di noce — contribuiscono a costruire un’atmosfera accogliente, in dialogo con la componente più minimale e rigorosa dello spazio.
Il progetto non costruisce gerarchie, ma relazioni, invitando a un’esperienza lenta, immersiva e personale. Più che un negozio, lo spazio si configura come una casa: un luogo pensato per accogliere e favorire una dimensione di prossimità e condivisione.
Realizzato con il contributo di artigiani locali, il progetto rafforza il legame tra identità, materia e territorio, dando forma a un ambiente in cui il contrasto non viene risolto, ma abitato.